Le pesche sono tra la frutta estiva più apprezzata e consumata. Gli alberi di pesco appartengono alla famiglia delle Rosacee, al genere Prunus Persica e sono delle drupacee. Questa pianta produce frutti succosi, dolci e carnosi ed in commercio se ne trovano di molte varietà.
Ricche di acqua, fibre e poco caloriche, hanno proprietà salutari atte a disintossicare l’organismo, sono diuretiche e ricche di antiossidanti, mentre il nocciolo, il fiore e la foglia risultano tossici. A seconda delle varietà le pesche maturano da maggio a settembre.

Le pesche: una storia lunga 3000 anni

La pianta delle pesche è originaria della Cina e la sua coltivazione iniziò intorno al 3300 a.C..
Da sempre simbolo d’immortalità, il fiore del pesco venne celebrato per la sua bellezza anche in alcuni scritti di Confucio.
Con l’ intensificarsi degli scambi commerciali tra oriente e occidente venne conosciuto dalle popolazioni che abitavano le terre dell’attuale Iran e dalla Persia deriverebbe il nome della specie.
Questo frutto, nell’ antico Egitto, era sacro al dio Arpocrete, protettore dei bambini e del silenzio, ma è con Alessandro Magno che la sua coltivazione si diffuse in tutta l’area del Mediterraneo.
Apprezzate anche sulle tavole degli antichi romani, la varietà che questi mangiavano era però diversa da quella attuale. Gli autori classici ci raccontano infatti di piccoli frutti a polpa bianca molto morbida e succosa.
Nei secoli successivi, le pesche dapprima coltivate soprattutto dai monaci, furono introdotte nei parchi delle ville di famose dinastie come i Medici, che promossero le prime collezioni varietali.
In Italia, prima del XX secolo, le varietà di pesche a polpa bianca tipiche della Francia e centro Europa, erano coltivate e consumate nelle zone settentrionali, mentre quelle a polpa gialla e dura, tipiche del Mediterraneo, erano prodotte al sud. Di queste varietà molte sono andate perdute, ma attraverso il recupero dei frutti antichi, si tenta di restituirle al patrimonio agrario nazionale, in un ottica di tutela e recupero della biodiversità italiana.
Le prime grandi coltivazioni di pesche apparvero alla fine del XIX secolo a Massa Lombarda, nel ravennate, grazie ai fratelli Gianstefani, che diedero vita alla prima peschicoltura specializzata e industriale, che battezzò l’intera Emilia Romagna alla produzione di questo pregiato frutto, di cui oggi è leader indiscusso.

Le specie più conosciute di pesche

Che siano a polpa bianca o gialla, lisce o lanose, moltissime nel mondo sono oggi le aziende produttrici di pesche.
Le pesche a polpa gialla sono disponibili sul mercato da maggio a settembre e le varietà più diffuse sulle tavole italiane sono Maycrest, Springcrest, Spring Lady, Springbelle, Fayette, Elegant Lady, Glohaven, Redhaven e Suncrest.
Le pesche a polpa bianca hanno invece la particolarità di essere frutti molto profumati e le tipologie più diffuse ed apprezzate sono Iris Rosso, Paola Cavicchi, Maria Bianca, Michelini, Duchessa d’Este e K2. Una menzione a parte meritano le pesche biologiche, sempre più presenti nei mercati ortofrutticoli nazionali. L’ agricoltura biologica è infatti un comparto in continua crescita e le pesche a polpa gialla sono la varietà più idonea per l’agricoltura biologica assieme alle percoche ed alle nettarine.
Resta solo l’imbarazzo della scelta.

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