Le pipe calabresi sono il fiore all’occhiello dell’artigianato locale, una tradizione che si tramanda da generazioni e strettamente legata alla conformità del territorio.
Le pipe migliori sono infatti realizzate con una protuberanza della radice della pianta Erica Arborea, una radica che cresce tra selve e dirupi nei boschi calabresi e considerata la migliore al mondo. Per questo motivo la lavorazione del legno è  sempre stata  l’attività prevalente della zona e l’arte dell’intaglio, praticata da gran parte dei pastori nelle lunghe ore di guardia alle greggi al pascolo, è divenuta nel tempo una pratica artigianale di successo.
I primi laboratori per la produzione delle pipe calabresi si devono ad un ufficiale napoleonico al seguito di Murat, che scoperti i meravigliosi boschi di Erica della zona impiantò a Villa S.Giovanni una “fabbrica di pipe”, oggi chiusa.
Al momento sono pochi gli artigiani nella provincia di Reggio Calabria e nel paese Brognaturo che si dedicano alla realizzazione di pipe, ma i loro prodotti sono apprezzati in tutto il mondo. Le pipe calabresi sono infatti rappresentative sul mercato di una produzione di alta qualità, che fa da volano al nome della Calabria nel mondo. Tuttavia senza la Famiglia Grenci l’arte della pipa non avrebbe avuto un successo così fruttuoso.

Le pipe calabresi: un emigrante e il suo artigianato artistico

Nel cuore delle Serre Vibonesi, a Brognaturo, un borgo montano vicino Vibo Valentia adagiato in una fitta e folta vegetazione, c’è il cuore della produzione di bellissime pipe d’autore. Da qui l’artigianato calabrese è divenuto famoso in tutto il mondo e nelle botteghe artigiane di Brognaturo si mantiene viva una cultura antica e tradizionale, grazie soprattutto all’opera dell’artista/artigiano Grenci, che realizza i suoi capolavori in radica di Erica intagliata, facendo si che le pipe calabresi risultino al primo posto nelle collezioni degli amatori e ricercatori del genere.
A buona ragione, infatti, il maestro ebanista Domenico Grenci si può considerare il padre delle pipe calabresi. Dopo essere emigrato negli Stati Uniti, riuscendo a divenire famoso per la sua abilità e promuovendo il suo brand, tornò in Calabria, nella sua Brognaturo, dove continuò la produzione, spesso con pezzi unici, realizzati su commissione e paragonabili a veri capolavori di artigianato artistico.
La sua arte apprezzata a livello internazionale è stata tramandata al figlio Vincenzo, che ancora oggi continua con raffinatezza e sapienza la tradizione artigiana dell’intaglio manuale dell’Erica che ha reso le pipe di Broganturo famose in tutto il mondo.

La lavorazione delle pipe calabresi: amore e pazienza

Il processo di lavorazione delle pipe calabresi  è il frutto dell’esperienza e dell’abilita manuale. Per realizzarle si usa come detto una protuberanza della radice della pianta Erica Arborea, chiamata “ciocco”, che si distingue per il basso contenuto di tannini, principali responsabili del sapore aspro ed amaro che si percepisce fumando alcune pipe.
In passato erano i cioccaioli che provvedevano a scavare sulle alture delle Serre dello Zomaro e in Aspromonte la radica che vendevano gli artigiani, che poi selezionavano  i pezzi più pregiati. Il “ciocco”, prima di essere utilizzato, necessita di una stagionatura che va dai due ai nove anni.
E’ infatti questa lunga attesa della radica che infonde al tabacco un gusto particolare ed unico.
Dopo questo periodo la radica viene riposta in cantine scavate negli scogli e successivamente, ancora umida, viene lavorata con la lama di una sega circolare che ne abbozza le forme.
I pezzi migliori vengono poi bolliti per 24 ore in una caldaia di rame e solo dopo lasciati stagionare per oltre 5 anni. Ed è a questo punto che si possono ammirare le venature brillanti del legno nella loro totale bellezza. Le pipe calabresi, proprio per questo complesso metodo di realizzazione e  le caratteristiche specifiche dell’Erica, non necessitano di trattamento preventivo con miele o liquore alla prima fumata.
Oggi tuttavia gli artigiani e gli abitanti della zona denunciano una cattiva politica di tutela dei boschi di Erica della Calabria. Gli incendi dolosi, l’incuria ed il poco impegno istituzionale a voler preservare questa nobile abilità artigiana attraverso la protezione della materia prima, si traducono in danno ambientale ed economico che i calabresi non vogliono assolutamente subire. Le pipe calabresi devono continuare a rappresentare la questa bella regione italiana nel mondo.

Fonti: http://living.corriere.it/tendenze/design/pipe-artigianali-grenci-50479110628/

http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/15_luglio_15/pipe-come-vino-d-annata-aec3d0c8-2af6-11e5-8eac-aade804e2fe2.shtml

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