La stagione venatoria si è ufficialmente aperta e se siete abituali frequentatori della natura – per lavoro o svago- è bene conoscere le regole della caccia,  al fine di non trovarsi spiacevolmente coinvolti  in qualche incidente o sgradevole alterco con qualche attempato cacciatore.
Ecco quindi tutto quello che c’è da saper per tutelare se stessi, la propria abitazione ed i propri animali e non rischiare di finire impallinati mentre si trascorre una giornata all’aria aperta. Le regole della caccia sono molto chiare e se un cacciatore le trasgredisce, bisogna rivolgersi alle forze dell’ordine: Corpo Forestale dello Stato (tel. 1515); Polizia provinciale; Guardie volontarie; Carabinieri; Polizia Municipale; Polizia di Stato; Guardia di Finanza (tel. 117) sono gli organismi da chiamare in caso si riscontrassero comportamenti diversi da quelli codificati dalla Legge.

Le regole della caccia: proteggono chi non spara

La caccia anche il transito con fucile carico e fuori custodia è vietata nel raggio di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro, ed è proibita per una distanza di 50 metri dalle strade asfaltate o sterrate e dalle ferrovie.
È assolutamente vietato sparare in direzione di edifici o strade da distanze inferiori ai 150 metri.
Le regole della caccai impongono che nei fondi con presenza di bestiame è vietato cacciare a distanze inferiori ai 100 metri dalla mandria, dal gregge o dal branco. Lo stesso divieto vige per la distanza da macchine agricole in funzione.
I cacciatori non possono assolutamente passare in terreni agricoli privati che siano recintati con una recinzione alta minimo 1,20 m.
L’accesso dei cani (ogni cacciatore può averne due per l’attività venatoria) è vietato nei terreni coltivati a riso, soia, tabacco ed ortaggi.
La caccia è vietata  in frutteti, vigneti fino alla data del raccolto, coltivazioni di riso, soia e mais da seme.
Si può chiedere di vietare la caccia sui propri terreni inoltrando al presidente della Regione, entro 30 giorni dalla pubblicazione del piano faunistico-venatorio regionale, una richiesta motivata che, ai sensi dell’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sarà esaminata entro 60 giorni.
La caccia è vietata in terreni di pianura innevati, stagni e laghi ghiacciati, terreni allagati, giardini privati, parchi pubblici e privati, parchi storici e archeologici, centri abitati, aree adibite a sport, riserve naturali, oasi naturalistiche, zone di ripopolamento, foreste demaniali.
Le regole della caccia codificano anche come cacciare: è vietato l’utilizzo di esche o bocconi avvelenati; trappole, reti, tagliole, lacci, archetti o congegni similari; impiego di civette; utilizzo di armi da sparo (guardate!) munite di silenziatore o impostate con scatto provocato dalla preda; impiego di balestre; utilizzo di munizioni spezzate nella caccia agli ungulati.
La caccia non autorizzata è bracconaggio  e va denunciata.
Violazione di domicilio. L’articolo 614 del codice penale “Violazione di domicilio” punisce chi si introduce nei giardini e nelle pertinenze delle abitazioni civili.
Disturbo delle persone. L’articolo 659 del codice penale “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” punisce chi con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone.
Spari nei pressi delle abitazioni. L’art. 703 del codice penale “Accensioni ed esplosioni pericolose” punisce penalmente chi in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara con armi da fuoco.
Il martedì e venerdì sono giorni di assoluto silenzio venatorio anche se festivi.

 

Pin It