In Italia le riserve marine protette sono parte integrante del sistema dei parchi e riserve terrestri e sono individuabili in alcuni tratti di mare più belli della nostra penisola.
Queste zone pertanto, rivestono un ruolo fondamentale per la tutela del territorio, l’ incentivo alla ricerca ed il contributo al turismo sostenibile. Ad oggi sono state istituite 27 aree marine protette suddivise in 24 aree marine, 2 parchi sommersi, ed un Santuario internazionale per la tutela dei cetacei, a cui si aggiungono 2 parchi nazionali, quello della Maddalena e quello dell’ Arcipelago Toscano, il più grande del Mediterraneo.

Le riserve marine: quali sono

Conoscere il grande patrimonio ambientale marino della nostra penisola, anche e soprattutto in vista delle vacanze, può rivelarsi un occasione unica per vivere appieno il mare nella sua grande bellezza. Ma quali e dove sono le riserve marine del nostro paese ? Di seguito, suddivise per regioni, ecco le aree da visitare e conoscere:
Liguria: Promontorio di Portofino ed area marina delle Cinque Terre e Isola di Bergeggi
Toscana: Secche della Meloria
Lazio: Secche di Tor Paterno, isole di Ventotene e Santo Stefano
Sardegna: Isola dell’ Asinara, Tavolara-Punta Coda Cavallo, Capo Carbonara, Penisola del Sinis- Isola Mal di Ventre, Capo Caccia-Isola Piana
Sicilia: Ustica, CapoGallo – Isola delle Femmine, Isole Egadi, Isole Pelagie, Plemmirio, Isole Ciclopi
Calabria: Capo Rizzuto
Puglia: Porto San Cesareo, Torre Guaceto, Isole Tremiti
Abruzzo: Torre del Cerrano
Campania: Parco Sommerso di Baia, Parco Sommerso di Gaiola, Punta Campanella, Regno di Nettuno, Santa Maria di Castellabate, Costa degli Infreschi e della Masseta.
Friuli Venezia Giulia: Miramare
Santuario dei Cetacei: che comprende il mare antistante la Francia, il Principato di Monaco e Liguria, Toscana e Sardegna.

Le riserve marine: conoscere la normativa per averne rispetto

Il mare e la sua immensa biodiversità e’ un patrimonio che va assolutamente tutelato. Il Mediterraneo e’ una delle aree con maggiore presenza di specie animali e vegetali e con un alto livello di endemismi. Ma la pesca ha sfruttato molto questa risorsa determinando la riduzione della popolazione ittica e la mortalità della foca monaca e della tartaruga caretta caretta, da sempre presente in queste acque, con la decimazione anche di colonie di coralli e crostacei. Per questo motivo la normativa prevede che per ogni area indicata vi siano diversi gradi di tutela comunemente chiamati A,B e C. Le zone A sono quelle a riserva totale. Sono vietate tutte le attività che recano danno all’ ambiente marino.
Le zone B, di solito poco estese, sono di riserva generale e qui sono consentite, su autorizzazione dall’organismo di gestione, una serie di attività di minor impatto possibile.
Le zone C sono riserve marine parziali e sono consentite attività di fruizione ed uso sostenibile del mare di modesto impatto ambientale. La maggior estensione dell’aree marine protette in genere ricade in zona C.
Sulla base di quanto espresso sopra quindi, massimo rispetto anche quest’ estate per queste zone, vero e grande patrimonio ambientale italiano, e volano per un turismo sostenibile votato alla tutela della natura sempre più
richiesto ed apprezzato in tutto il mondo.

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