Le specie protette in Italia fanno parte del grande patrimonio di biodiversità del nostro paese, comprensivo di 56 mila specie di animali, di cui 118 sono mammiferi. Nei parchi italiani, aree sottoposte a tutela e costituite da foreste, rocce, paludi e grotte vive il 21% della flora e il 67% della fauna tutelata.
Le specie protette in Italia sono costituite da 93 mammiferi, 467 uccelli, 58 rettili e 38 anfibi. Un discorso a parte bisognerebbe  fare per i pesci ossei, cartilaginei e agnati, ma ce ne occuperemo in un altro articolo.
Pe ora cerchiamo di scoprire quali sono le specie protette inItalia, dove vivono e come contribuire a proteggerle.

Quali sono e dove vivono le specie protette in Italia

Lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica si concentra una grande varietà di mammiferi, che in passato contavano un numero consistente di esemplari e che oggi sono spesso ridotti a pochi capi. Tra le specie protette in Italia c’è l’orso bruno, che fino al 1600 era presente in tutto il nord del paese.
Fu tra il 1850 ed il 1950, che questa specie venne però sistematicamente sterminata. E solo nel 1939, una legge purtroppo tardiva, ne vietò finalmente l’abbattimento. Al momento in Italia si contano due colonie di plantigradi: quella del Parco Nazionale d’Abruzzo nota come orso marsicano e quella del Parco Naturale Adamello Brenta in Trentino, dove alcuni esemplari sloveni, nel 1999, furono reintrodotti grazie al Progetto Ursus, promosso dal Parco e finanziato dall’Unione Europea.
Stessa sorte toccò in passato al lupo, che oggi conta una popolazione tra i 1200 e i 1500 esemplari.
Nel 1971 partì pero’ la campagna del Parco Nazionale d’Abruzzo e del WWF per il ripopolamento di questo animale, che venne significativamente chiamata “Operazione San Francesco” e nel 1976 vennero promulgate le prime leggi di conservazione e tutela del lupo. Malgrado i numeri rincuoranti però, la pressione antropica e la caccia da parte dei bracconieri, minacciano ancora questo animale verso il quale persistono campagne di persecuzione. Diffuso in tutta la dorsale appenninica soprattutto all’ interno di Parchi Nazionali, recentemente colonie di lupi si sono stanziate anche sulle Alpi Occidentali.
Reintrodotta e tutelata è anche la lince, che tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, venne cancellata da tutto il territorio alpino.
La presenza di questo felino in Italia, non solo nelle Alpi occidentali ed orientali, ma anche nell’Appennino centrale, è oggi comprovata e fa ipotizzare che al di là della popolazione reintrodotta, alcuni esemplari abbiano potuto conservarsi nel corso di più di un secolo, in alcune zone montane particolarmente remote e segregate.
Tra le altre specie protette in Italia ed a rischio di estinzione sono il camoscio alpino, lo stambecco appenninico, la puzzola, la martora, il cervo sardo e tutti i cetacei, che appartengono alla famiglia dei mammiferi.
Anche alcune specie di uccelli hanno, nel corso del tempo, rischiato l’estinzione ed è per questo che la legge italiana li tutela e protegge, grazie anche al sostegno di associazioni come il WWF e la LIPU. Abbattimento, cattura o detenzione (con severe sanzioni penali) sono proibite per: tutte le specie di fenicotteri, di cigni reali, di cicogne, di gru, di picchio, per la pernice di mare, la gallina prataiola e tutti i rapaci diurni e notturni. In merito a questi, un’ approfondimento merita il gipeto, il più grande tra i rapaci che vivono in Italia.
È un avvoltoio necrofago che fino ai primi del 900 era assai diffuso in tutto l’arco alpino. Un progetto internazionale lo ha reintrodotto in queste aree montane e all’ ultimo censimento esemplari di questo rapace si registrano nel Parco Nazionale dello Stelvio ed in quello del Gran Paradiso.

Le specie protette: come contribuire alla loro tutela

Nel nostro paese è la Guardia Forestale che ha l’ obbligo di tutelare e monitorare la fauna tutelata. Ed è a loro che bisogna rivolgersi nel caso si venisse in contatto, anche in modo fortuito, con uno di questi animali. Che siano cuccioli o esemplari adulti, feriti o in buona salute, la prima regola è non avvicinarsi mai, ma fare la segnalazione alle autorità pertinenti. Se poi si fosse testimoni, durante escursioni o gite, del passaggio e attività di bracconieri in luoghi tutelati o lontano dal periodo di caccia, vale sempre il consiglio di sopra. Auspichiamo che, malgrado l’insano proposito dell’attuale Governo, di cancellare il Corpo della Guardia Forestale, questa possa continuare ad esistere a custodia e protezione dell’ambiente e delle specie protette in Italia. L’ elenco sopracitato è infatti in difetto per ragioni di spazio e numerosi altre specie andrebbero aggiunte, nel frattempo occhi vigili ed orecchie attente. La natura e gli animali hanno sempre più bisogno di volontari che li proteggano. Alla prossima.

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