La scala di rischio valanghe in questi giorni e’ altissima e per chi ama la montagna, lo sci e l’ alpinismo in genere, è bene prestare attenzione e non sottovalutare questo rischio. Ma le valanghe come si formano e cosa è bene sapere prima di avventurarsi per percorsi innevati sul nostro arco alpino? Le valanghe non sono altro che masse di ghiaccio e neve che staccandosi, per numero “X” di cause da una sommità, scivolano a valle, prendendo velocità e aumentando la loro dimensione, portando spesso con loro anche pericolosi detriti. Le valanghe sono quindi un evento critico. E la prudenza per chi vive e ama la montagna e’ d’ obbligo. Possono essere naturali o provocate accidentalmente, o anche, gestite in modo organizzato da professionisti di settore, così da liberare le cime da manti nevosi poco stabili. Nel caso di valanghe spontanee il fattore climatico è determinante. Un improvviso rialzo termico o il peso di neve fresca possono infatti determinare una rottura.

Le quattro tipologie di valanga

Le valanghe possono essere divise in quattro tipologie: le valanghe a debole coesione si formano soprattutto in inverno, con temperature dell’aria basse e dopo abbondanti nevicate. Se la pendenza del versante non è notevole la distanza percorsa da queste valanghe è ridotta e non si raggiungono elevate velocità. Tuttavia questa tipologia può essere anche di neve bagnata con una densità della neve vicina a 300-500 Kg/m3 e sono molto lente.
Le valanghe a lastroni come dice il termine sono distacchi di interi lastroni e possono essere di superficie e di fondo a seconda che si rompano solo alcuni strati superficiali o l’ intero manto di neve. In molti di questi casi il distacco e’ provocato da sciatori in fuori pista e possono raggiungere velocità elevate in brevi spazi. Le valanghe di neve umida si formano dopo un forte rialzo termico e sono tipiche della primavera. Hanno una forte densità in quanto la neve è bagnata o umida, travolgono tutto ciò che incontrano e spesso cambiano la morfologia del territorio. Le valanghe miste e di neve asciutta sono un evento particolare e possono avere un grande potere distruttivo soprattutto se si uniscono assieme una serie di variabili sfortunate.

Le valanghe e la tecnologia che salva la vita

Per chi ama la montagna e le grandi emozioni che questa regala, mai avventurarsi in quota durante il rischio marcato valanghe e mai senza un ARVA, una pala e una sonda, per affrontare una emergenza anche con condizioni meteo ottimali. L ‘ARVA è infatti un salvavita, un ricetrasmettitore elettronico che, indossato acceso all’ interno della giacca, consente di essere individuati e liberati anche se travolti. Il fattore tempo è però determinante. Se la vittima viene localizzata ed estratta entro i primi 15 min le probabilità di sopravvivenza sono pari al 93% ( senza gravi traumi interni ) per scendere vertiginosamente più la forbice temporale si dilata. Recentemente la tecnologia ha sviluppato anche una serie di supporti che proteggono ulteriormente gli escursionisti. Si tratta di air bag posizionati all’ interno di uno zaino che si aprono con l’impatto garantendo il galleggiamento e che sono disponibili nei migliori negozi di equipaggiamento da quota. Altro piccolo, ma efficiente supporto e’ il boccaglio respiratore, frutto di una ricerca del Politecnico di Torino, un oggetto leggero che si tiene a tracolla ed ha il compito di impedire, nel caso di seppellimento da neve, l’ autoavvelenamento da anidride carbonica, utilizzando l’ aria presente nella valanga (fino al 60% del volume della neve è aria) migliorando la possibilità di sopravvivenza tra il 70 e l’ 80 %. Pochi consigli insomma, ma vitali. Resta comunque un principio di fondo. Il rispetto delle norme, l’ attenzione alle condizioni meteo ed i bollettini ed il buon senso. Sciare in neve fresca e in fuori pista e’ un sogno, facciamo in modo che non diventi un incubo. Ed affidatevi sempre ad una guida alpina. Andrete sul sicuro.

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