È evidente che lo street food vive da qualche anno a questa parte una congiuntura astrale propizia, che lo sta riscattando da un passato carico di pregiudizi, quando veniva considerato cibo spazzatura servito in baracchini o furgoni all’aperto, dalle discutibili condizioni igieniche. Oggi il cibo da strada vive invece la sua età del Rinascimento, grazie anche ai foodbloggers e chef stellati, che si stanno dilettando con il food track, imponendola come moda del momento.
I ritmi più frenetici che non permettono di sedersi a mangiare, la tendenza a prediligere la qualità e tracciabilità dei prodotti con un occhio al portafoglio, stanno decretando il successo dello street food, non solo come fenomeno italiano, ma mondiale, tanto che la FAO stima che siano ogni giorni circa 2 miliardi e mezzo le persone che si nutrono in questo modo.

Street food: un abitudine di 2000 anni fa

Con il termine street food si intente quindi cibo da strada, molto spesso ricette povere della tradizione contadina, realizzate con prodotti a km 0 e legate al territorio, che rappresentano però anche il vanto della cucina italiana. Per chi non lo sapesse l’usanza di consumare cibi da strada, con soste brevi a costo ridotto, era già in uso all’epoca dei Romani.
Le taverne che si incontravano nelle popolose città dell’ Impero di Roma erano, infatti, locali semiaperti, chiamati “thermopolia”, luoghi di ristoro veloce dove si potevano mangiare pasti caldi e freddi ed il vino abbondava. Oggi il concetto di street food è esattamente lo stesso, ma legato ai piatti tipici regionali italiani con alti standard di
qualità e sicurezza. La cucina di strada infatti, per fregiarsi del marchio di Street Food, deve essere preparata nel rispetto della tradizione, con ingredienti legati al territorio e in condizioni igienico-sanitarie controllatissime. Ecco quindi che il cibo di strada, oltre ad essere fast food e ginger food, ossia che si mangia con le dita, diviene un veicolo per promuovere le tradizioni gastronomiche, la storia e la cultura di una regione, con un elemento di fascinazione che richiama alle sagre ed alle feste di paese.
In un epoca ossessionata dal cibo in tutte le sue declinazioni, eccessi e scarsità, lo street food diviene un modo per recuperare un rapporto sereno con ciò che mangiamo. Porzioni equilibrate, ricette semplici, prodotti spesso biologici danno la sensazione di nutrirci in modo sano e senza eccessi.

Lo street food: l’Italia e le sue delizie

La cucina italiana è senza dubbio la più apprezzata al mondo e molti dei piatti tipici italiani, che si possono apprezzare in un qualsiasi ristorante del nostro Paese, sono oggi a disposizione nei tanti furgoni da street food posteggiati in ogni angolo dello Stivale. Da nord a sud un trionfo di sapori dal salato al dolce.
In Sicilia, dichiarata qualche anno fa da un sito americano uno dei luoghi migliori dove provare lo street food, sono da non perdere arancini, cannoli, pane e panelle e pane ca meusa, piatti tipici siciliani nati ben prima che lo street food facesse tendenza.
In Puglia, regione dal grande richiamo turistico internazionale, nei tanti chioschi o furgoni si possono assaggiare la focaccia barese, i panzerotti, il rustico ed il dolcissimo pasticciotto, morbida pasta frolla dolce con cuore di crema.
Napoli, dove si frigge tutto, il “bror’ e purp’”, ovvero il brodo di polpo, la pizza fritta, il babà, le zeppole e le famose sfogliatelle. Il fritto alla napoletana, servito in un voluminoso cartoccio e composto di frittatine di pasta, arancini, melanzane, bocconcini di polenta e pesce di paranza è uno dei cibi da strada da provare trovandosi all’ ombra del
Vesuvio. In Abruzzo sono da gustare gli arrosticini di pecora, dal gusto forte e deciso, a Roma nelle tante friggitorie, i fiori di zucca pastellati, i supplì e il baccalà fritto, e se vi spostate sui Colli Albani come rinunciare ad un panino con la porchetta?
Firenze, per chi ama i sapori forti il panino con il lampredotto, un tipo di trippa, servito con il liquido di cottura, mentre in Piemonte, i gofri, cialde di farina che si gustano rigorosamente calde, croccanti, farcite con salumi, formaggi, miele e confetture.

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