Marevivo è una delle associazioni ambientaliste più accreditate, attive e longeve d’Italia. Fondata nel 1985, si è sempre impegnata nella difesa del mare e delle sue risorse attraverso una serie di iniziative di grande valenza educativa, orientate alla sensibilizzazione e rispetto dell’ambiente, con particolare attenzione a quello marino ed alla sua preziosa biodiversità.
L’impegno di Marevivo è sempre stato fattivo. L’organizzazione si è distinta per il ruolo determinante nella campagna contro l’uso delle spadare e la tutela della Posidonia Oceanica, ma soprattutto per l’azione promotrice e giuridica svolta a sostegno della stipula dell’accordo tra Francia, Principato di Monaco e Italia per il Santuario dei Cetacei, un area marina protetta di primaria importanza per la tutela e conservazione di questi meravigliosi Mammiferi.
Marevivo, in questi decenni di instancabile attività, ha sempre coinvolto nei suoi preziosi progetti tutti i soggetti della società civile, dalle istituzioni ai cittadini, dagli operatori turistici e balneari ai pescatori ed appassionati di immersione, sostenendo il concetto di uno sviluppo economico ecosostenibile e un maggior rapporto tra l’uomo e il mare, basato sulla protezione e custodia di uno degli ambienti naturali più complessi e delicati.
L’Associazione  è presente in ben 11 regioni italiane: Lazio, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Calabria, Puglia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia e Toscana, ognuna con una propria delegazione ed un proprio Segretario.

Per comprendere meglio la mission di Mare Vivo e sull’onda del recente Referendum sulle Trivelle e del disastroso sversamento di petrolio nella zona di Genova, abbiamo incontrato il Dott. Lodovico Taddia, Segretario della Delegazione di Bologna, al quale abbiamo rivolto alcune importanti domande:
D. Dott. Taddia, cosa pensa dell’esito del referendum appena svolto? Si può parlare di indifferenza degli Italiani alla tutela dell’ambiente marino?
R. Intanto voglio ringraziare a titolo di Marevivo i 15 milioni di Italiani che hanno compreso appieno il senso del Referendum.
La nostra Associazione era a favore del si per ovvi motivi legati alla tutela e conservazione dell’ambiente marino e per sostenere appieno quanto sancito dalla Conferenza di Parigi , che ha siglato lo stop all’utilizzo di combustibili fossili entro il 2050.
Gli Italiani hanno preferito però astenersi e non hanno pensato ai loro nipoti. Ma al di là dell’esito di questa consultazione popolare, il Referendum è servito per illuminare una parte dell’opinione pubblica sulle aggressive e spudorate dinamiche che muovono le lobby del petrolio.
Il Premier Matteo Renzi ha ostacolato l’informazione e dissuaso in ogni modo i cittadini ad andare al voto. Purtroppo il profitto viene prima di tutto, a scapito dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Ora però c’è maggiore consapevolezza e bisogna spingere perché il Governo comprenda che una gran parte della popolazione vuole energie rinnovabili e indipendenza energetica. Sono fermamente convinto che gli Italiani non siano indifferenti al problema della tutela dell’ambiente marino, ma vanno informati e preparati e per questo ci vuole un grande impegno da parte di tutti.
D. Quindi Lei sta dicendo che è una questione di educazione?
R. Educazione in generale, ambientale nello specifico. E’ per questo che Marevivo promuove tanti progetti nelle scuole. Le nuove generazioni vanno sensibilizzate e formate a comprendere che l’uomo e l’ ambiente sono la stessa cosa e che la nostra sopravvivenza dipende da come modificheremo, in un’ ottica di tutela e rispetto, questo rapporto.
Il nostro Mediterraneo ed il suo delicato ecosistema non godono di ottima salute e dobbiamo fare velocemente marcia indietro se vogliamo evitare il punto di non ritorno. Inquinamento, pesca illegale e riscaldamento stanno devastando un ambiente dagli equilibri fragili e la sua preziosa biodiversità.
Pensi che ad Ischia il 15 Aprile si è concluso un incontro internazionale promosso da Oceanomare Delphis, per siglare un patto per la tutela del delfino comune, oramai a rischio estinzione. Nel 2003 l’allarme era già scattato, ma da allora nulla di concreto è stato fatto.
D. Un quadro poco rassicurante il suo Dott. Taddia, cosa aspettarci?
R. Intanto maggiore impegno da parte di tutti, anche attraverso piccoli gesti.
L’esito del referendum non fermerà certo l’impegno di Marevivo a sostegno della tutela del mare e della energie rinnovabili. Sappiamo benissimo che un disastro ambientale nel Mediterraneo avrebbe conseguenze devastanti per l’intero ecosistema marino e costiero e un terribile impatto sull’economia del paese, dove il turismo rappresenta una voce importantissima. E questo lo sa anche il Governo.
Il mio consiglio, per chi volesse impegnarsi fattivamente, è di visitare il sito di Marevivo e leggerlo con attenzione.
Ci sono tante informazioni e le nostre campagne documentarie. Suggerisco inoltre di scrivere alle delegazioni presenti sul nostro territorio per avere notizie sulle iniziative in corso. Portiamo i nostri figli al mare, ma iniziamo a spiegare loro che è da qui che si è evoluta la vita e che bisogna averne un reverenziale rispetto.

Fonti: http://www.sicilia24h.it/marevivo-agrigento-bandisce-premio-dario-romano-%E2%80%9Cmare-         da-ricercare%E2%80%9D_122371/
http://peppetringali.myblog.it/tag/marevivo/
http://www.marevivo.it/news/trivelle_dieci_regioni_chiedono_il_referendum_per_bloccarle-684/

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