Cosa accadrebbe se il vulcano Marsili, il gigante sommerso, eruttasse all’improvviso?
Se lo devono esser spesso chiesto gli scienziati e ricercatori dell’INGV e del CNR, che da anni lo monitorano.
Marsili è infatti un vulcano attivo, collocato a circa 3000/3500 mt. di profondità nel Tirreno sud-orientale, a circa 65-70 chilometri a nord dell’arcipelago delle Eolie e poco distante dalle coste della Calabria ed ad onor del vero non è solo.
Il Magnaghi, oramai estinto, e il Valivov, perfettamente attivo, gli fanno compagnia.
Marsili è la struttura vulcanica più grande d’Europa  visto che si estende per circa 70 chilometri con una larghezza complessiva di ben 30 km ed è considerato uno dei supervulcani d’Italia assieme ai Campi Flegrei.

Marsili: impossibile prevederne un’eruzione

Marsili ha una attività vulcanica molto intensa che negli ultimi anni è stata oggetto di studio approfondito da parte dell’INGV e del CNR, impegnati a valutare l’effettivo stato del vulcano e i suoi fenomeni eruttivi che sono risultati frequenti lungo i suoi pendii. Ad allarmare però i vulcanologi è la continua nascita di crateri secondari che stanno ad indicare una netta intensificazione dell’attività sismica e vulcanica,
Ma la forte scossa sismica, 5,7 della scala Richter, registrata ieri con epicentro vicino al vulcano Marsili, non significa una imminente eruzione.
Sull’onda emotiva del terremoto del Centro Italia, è comprensibile nella popolazione una certa preoccupazione, ma l’Istituto Nazionale di Geofisica ha spiegato che si tratta di movimenti al di sotto della crosta terrestre dovuti alla tettonica a placche.
L’evento infatti si è sviluppato a 474.4 km di profondità

Marsili: cosa accadrebbe se eruttasse

Marsili è uno dei vulcani attivi in Italia che desta particolare attenzione per la sua caratteristica di poter generare tzunami devastanti. Se si generasse un’eruzione sottomarina, l’onda di tsunami sprigionata correrebbe a circa 500 km/h, abbattendosi con grande impeto sulle isole Eolie nel giro di 10-15 minuti per poi propagarsi nel giro di 20-30 minuti sui litorali di Calabria, Sicilia e Campania, causando morte e devastazione.
Purtroppo è impossibile riuscire a prevedere un eruzione di Marsili. Visti i rischi reali bisognerebbe concentrarsi su un piano di evacuazione immediata delle popolazione più esposte a tale minaccia, cercando di limitare i danni che un evento di tali proporzioni potrebbe avere sul nostro territorio in termini di vite umane e disastro economico.

Fonti: http://www.wired.it/attualita/ambiente/2015/05/21/studiare-vulcano-marsili/

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