Collocata fra l’Arno, il monte Albano e le pendici dell’Appennino, Pistoia è una cittadina di circa 90.000 abitanti che è stata appena nominata Capitale Italiana della Cultura 2017. La designazione può sorprendere solo chi non ha mai visitato Pistoia, un piccolo gioiello della Toscana, il cui abitato è costituito da un nucleo più antico racchiuso entro il perimetro delle mura medievali e da numerosi sobborghi sviluppatisi, fuori le mura, nel secolo scorso. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Pistoia divenne, con i Longobardi, centro militare e amministrativo fra i più importanti, al confine con l’Italia bizantina. Nell’XI secolo si trasformò in libero comune ed ebbe vita fiorente nei due secoli successivi. Fu poi sottomessa prima a Lucca e poi a Firenze, che diede impulso allo sviluppo economico della città. Oggi Pistoia è centro di commercio agricolo e sede di numerose industrie nei settori metalmeccanico, tessile, dell’abbigliamento e del legno.

Pistoia: tra riqualificazione urbana e investimenti sulla cultura

Per la sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2017, Pistoia la meno conosciuta tra le città d’arte della Toscana, ha investito su alcuni progetti culturali di alta qualità, gestiti dalle sue biblioteche e dai suoi musei, scelti in base alla capacità di rendere duraturi i servizi introdotti, o potenziati, per l’occasione.
Gli investimenti più significativi, sono focalizzati sulla rigenerazione e riqualificazione urbana: i 76.000 mq dell’antico Ospedale del Ceppo, le Mura urbane, i percorsi ciclopedonali immersi nel verde del centro storico, lo sviluppo di Palazzo Fabroni, sede del Museo dell’Arte Moderna e Contemporanea. Nell’ambito delle manifestazioni, Pistoia prepara una grande mostra dedicata a Marino Marini e organizzerà importanti festival – quello sulla Antropologia “Dialoghi sull’uomo”, la rassegna sulle trasformazioni urbane “Leggere la Città”, il Pistoia Blues Festival – mentre L’Associazione Teatrale Pistoiese ha previsto una eccezionale serie di spettacoli dal vivo, con le primarie compagnie italiane.

Pistoia: i suoi gioielli artistici

Basterebbero queste iniziative a fare di Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017, una tappa obbligata per il viaggiatore curioso, ma la città offre anche molte altre attrattive, conservate entro il cerchio delle mura bastionate costruite nel XIV secolo e mai espugnate. Fulcro di Pistoia è la piazza su cui si affaccia il duomo, un edificio di tipo pisano con facciata a tre ordini di loggette del XII secolo e portico del secoli XIV-XV. L’interno, romanico, è suddiviso in tre navate e ospita importanti pitture e un pezzo veramente unico, l’Altare di San Iacopo. Esso fu realizzato fra 1287 e 1456 in argento a sbalzo da generazioni di maestri orafi, a partire da una tavoletta usata come dossale. Nel 1943, in occasione degli eventi bellici, l’Altare fu smontato e ricoverato in un deposito e dopo un completo restauro venne rimontato nel 1953 nella collocazione attuale. Di fronte al duomo sorge il battistero ottagonale del XIV secolo considerato tra le massime espressioni del gotico toscano, in quanto riunisce in sé elementi fiorentini, pisani e senesi. Accanto, il Palazzo degli Anziani ospita le collezioni del Museo Civico, in cui sono visibili pitture pistoiesi e toscane dal Trecento all’Ottocento, e il centro di documentazione Giovanni Michelucci, il celebre architetto che nella sua città natale ha realizzato notevoli opere come la Chiesa delle Sante Maria e Tecla (1956), quella del Cimitero della Vergine (1959), quella del Cuore Immacolato di Maria (1961), e il Villaggio Belvedere (1959). Piacevolissimo, per grandi e piccini, è lo zoo, che ospita molti animali di tutto il mondo e dispone anche di aree gioco e per picnic.

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