La raccolta differenziata in Italia funziona. O almeno in gran parte di essa. Malgrado il malcostume e i disservizi, il recentissimo rapporto di Legambiente sulla sensibilità green del nostro Paese propone un quadro rassicurante. E parla di una conversione ambientale inconsapevole da parte degli Italiani.
Si riduce la produzione di rifiuti, crescono le vendite di biciclette, aumentano le energie rinnovabili e diminuiscono le emissioni inquinanti. La raccolta differenziata incorona Milano come la città dove il riciclo di plastica è al top, mentre l’Italia intera guadagna il primo posto in Europa per la raccolta di alluminio, con 46mila 500 tonnellate di imballaggi  avviate a riciclo nel 2015, e sono ben 6607 i  Comuni nei quali è attiva la raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio.
Ma in molte regioni del Sud questa nuova sensibilità ambientalista fatica a decollare, complici le istituzioni lasse e disorganizzate, le infiltrazioni mafiose e una mancanza di educazione al rispetto dell’ambiente. La Sicilia soprattutto vanta la maglia nera ed a Gela la raccolta differenziata attivata dal 2014 è ancora un miraggio, mentre le migliori performance si registrano per la provincia autonoma di Bolzano, la Lombardia, il Veneto, il Trentino e il Friuli-Venezia Giulia. Ma quali sono i giusti comportamenti per contribuire in modo corretto alla raccolta differenziata?

Raccolta differenziata: impariamo a separare senza confusione

E’ storicamente acclarato che gli Italiani tendono ad essere confusionari e approssimativi. Dura che sia però, la raccolta differenziata vuole regole ed a beneficiarne non sarà alla fine solo l’ambiente, ma anche le coscienze.
Basta seguire poche e semplici regole – e se aveste dubbi – il Gruppo Hera ha realizzato un App chiamata il Rifiutologo , che potrebbe aiutarvi in caso di perplessità.
In primis, è importante diminuire sempre il volume dei rifiuti.
Nei cassonetti della carta vanno gettati giornali, riviste, libri, quaderni, carta da pacchi, cartoncini, sacchetti di carta, scatole di cartone per scarpe e alimenti, fustini dei detersivi, fotocopie e fogli vari, imballaggi di cartone, tetrapack e cartoni per bevande in genere, carte che contengono piccole parti di materiale diverso, purche’ mai raccolti in busta di plastica. Bisogna ricordare che ogni tonnellata di carta riciclata fa risparmiare circa 15 alberi e 440.000 litri di acqua.
Nei cassonetti dell’organico si possono buttare: avanzi di cibo, pane vecchio,gusci d’uovo, scarti di frutta e verdura, alimenti deteriorati, carne, pesce, piccole ossa, fondi di caffè, filtri di tè, camomille e tisane, salviette di carta unte, fazzoletti e tovaglioli di carta non stampati, alimenti avariati o scaduti, piatti e bicchieri in bio-plastica (biodegradabili), bucce di frutta, noccioli, salviette di carta unte (scottex, fazzoletti di carta), piante recise e potature di piccole piante, pane, ceneri spente di caminetti e gusci di molluschi
Nei cassonetti per plastica vanno inseriti tutti gli imballaggi indicati con le sigle PE (polietilene), PP (polipropilene), PVc (cloruro di polivinile), PEt (polietilentereftalato), PS (polistirene), bottiglie di acqua minerale e bibite, flaconi (es. detergenti e cosmetici liquidi), vaschette per alimenti in plastica o polistirolo, shoppers, pellicole per alimenti, confezioni di merende e cracker, buste e sacchetti in plastica per pasta, patatine e caramelle, reti contenenti frutta e verdura, vasetti di yogurt, cassette in plastica per frutta, ma ricordandosi di sciacquare sempre i contenitori sporchi. La raccolta differenziata di questi materiali a base di plastica permette di ottenere il poliestere con cui si fabbricano pile e molti altri prodotti.
Nei cassonetti per l’indifferenziata, potete buttare plastiche non riciclabili, carta oleata o plastificata, scontrini, piatti e bicchieri di plastica sporchi , pannolini e assorbenti igienici, giocattoli, gomma, stracci, ceramica, porcellana, cristallo, pyrex. , gomma, gommapiuma, ossa grandi, mozziconi di sigaretta, lettiere per animali, appendiabiti, legno trattato o verniciato, garze, cerotti, piatti bicchieri e posate di carta/plastica, carta chimica o oleata o sporca, giocattoli non elettronici, filtri e sacchi per aspirapolvere, cD/DVD/musicassette/VhS e custodie)

Raccolta differenziata: le isole ecologiche

Per la raccolta differenziata un valido aiuto viene dalle isole ecologiche. Sono ovunque o quasi, e basterà cercare in Internet quella del Comune di appartenenza.
All’ isola ecologica vanno portati i rifiuti ingombranti, mobili, materassi e cuscini, computer e periferiche, impianti elettronici, legno, inerti, materiali pericolosi, tossici e infiammabili, batterie per auto e moto, cellulari, mentre per gli elettrodomestici usati ed in caso di nuovo acquisto, vanno riconsegnati ai rivenditori che hanno l’obbligo del ritiro.
Per chi non lo sapesse il decreto Sblocca Italia ha stabilito la costruzione di 12 nuovi inceneritori sul territorio nazionale, che mirerebbero a bruciare 2 milioni di tonnellate di rifiuti aggiuntivi in un anno, pari al 30% in più degli attuali. Una raccolta differenziata responsabile aiuterebbe ad avere meno immissioni nocive nell’atmosfera e garantirebbe una maggiore qualità dell’aria per i nostri polmoni.

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