Le razze equine italiane sono tra le più famose e conosciute in tutto il mondo. L’Italia è infatti uno dei Paesi che vanta il maggior numero di razze di cavalli tipiche del suo territorio. La maggior parte delle razze equine italiane nasce dall’incrocio di cavalli italiani e razze straniere. Ad esempio, il cavallo Arabo-Sardo, che gode delle stima degli appassionati, nasce dall’incrocio di cavalli di razza araba con quelli di origine sarda. Tra le altre razze equine italiane ricordiamo: l’Avelignese, il Maremmano, Il Cavallo italiano da Sella, il Lipizzano, il Bardigiano, e il Trottatore.

Le razze equine in Italia: un po’ di storia

Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, quando le macchine vengono introdotte in agricoltura per velocizzare e facilitare il lavoro dell’uomo, il numero totale di cavalli in Italia diminuì drasticamente. Secondo gli studiosi, ancora fino agli anni Quaranta i cavalli italiani venivano allevati principalmente per essere utilizzati in campo militare, per il lavoro dei campi, per il trasporto locale e la macellazione. Le cose cambiarono dopo la seconda Guerra Mondiale, quando il settore dell’allevamento equino si allinea con l’esigenza di migliorare le razze italiane in termini di velocità e forza, in ottica agonistica. È negli anni Ottanta che i cavalli conquistano il terreno domestico, quando anche in Italia, come nel resto del Mondo, si comprendono i benefici che questi splendidi animali possono avere per la vita dell’uomo. Non sono solo i cavalli da corsa ad essere allevati e curati o quelli da macello, i cavalli diventano animali di compagnia.
Su più fronti attualmente in italia si lavora per la tutela delle razze equine autoctone. L’Associazione Italiana Allevatori, nata nel 1944 con l’ obbiettivo di tutelare e sviluppare la zootecnica in Italia, oltre a gestire per incarico del Ministero dell’Agricoltura l’ Anagrafe degli equidi in Italia, detiene il “Registro Anagrafico delle razze equine ed asinine a limitata diffusione” e i Libri Genealogici del Cavallo di razza Lipizzana , il Cavallo di razza Murgese e il Cavallo di razza Norike. L’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine – U.N.I.R.E, invece, si pone come obbiettivo di incentivare l’ allevamento e il miglioramento di razze equine da competizione, in particolare purosangue inglese e trottatori italiani e tutelare la diversità e la salvaguardia delle razze equine minacciate di estinzione.

I cavalli italiani

In Italia i cavalli vengono allevati da tempi lontanissimi. Tuttavia le razze equine italiane, così come le conosciamo adesso, sono frutto di selezioni recenti. Non esistono criteri univoci per definire le razze equine, ma diversi criteri di distinzione. In base ai campi d’impiego si distinguono cavalli da lavoro, cavalli da tiro, cavalli da passeggio, cavalli da sport e cavalli da svago. Al singolo impiego corrispondono precise caratteristiche che la razza deve avere, selezionate razionalmente.
Un altro specifico criterio di distinzione delle razze equine è la loro origine, intesa come discendenza e territorio di nascita. Delle 160 attuali razze selezionate che conosciamo, tutte discendono essenzialmente da tre razze storiche: il purosangue Arabo, il Berbero e il cavallo Andaluso. Tra i cavalli classificati in base al paese di origine quelli delle razze italiane sono tra i più noti. Gli altri sono i cavalli arabi, i cavalli, spagnoli, i cavalli andalusi, i cavalli americani da sella, i cavalli berberi, i cavalli frisoni, quelli lusitani, i mustang.

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