In Italia lo sci freeride spopola. Il termine, coniato in America all’inizio degli anni Ottanta, sta ad indicare un modo diverso di praticare sport e nella sua accezione letterale significa “muoversi liberi“. Infatti ciò che è importante è quello che si prova durante l’esecuzione, un muoversi fluido ed armonico attraverso contesti naturali inviolati e di maestosa bellezza.
Malgrado il termine si possa adattare ad una nutrita schiera di sport come la canoa, la montain bike o lo snowboard, lo sci freeride attrae sempre più appassionati, annoiati dalle più famose e affollate piste da sci delle Dolomiti o di tutto l’arco alpino, e bisognosi di un contatto più diretto e silenzioso con la natura.

Come avvicinarsi allo Sci freeride

L’esecuzione tecnica nello sci freeride è importante ed è necessario saper sciare molto bene. Il vero freerider è già uno sciatore esperto, che si mantiene costantemente allenato. Il lavoro muscolare soprattutto delle gambe è molto intenso e non bastano dei semplici esercizi di presciistica, un mese prima delle vacanze in montagna.
Le discese freeride variano costantemente per pendenza, esposizione al vento ed al sole, tipologia di neve e ghiaccio e trovandosi a dover galleggiare su una superficie non omogenea, il freerider deve fare affidamento sulla potenza ed elasticità dei propri quadricipiti. Ma non solo.
Apprendere le tecniche di base dello sci freeride è basilare per sciare in sicurezza, quanto e come conoscere le insidie della montagna in inverno. Lezioni di freeride vengono organizzate in tutte le migliori località sciististe italiane e sono basilari per raffinare la tecnica dello sci ed imparare a muoversi e gestirsi in un ambiente assai diverso da quello battuto dai gatti delle nevi.
Le scuole sci italiane, soprattutto in Valle d’Aosta, e facilmente consultabili in www.amsi.it, si occupano di formare i futuri freeriders anche riguardo le tecnica di ricerca e auto soccorso in valanga. Oggi gli strumenti in grado di garantire maggiore sicurezza durante lo sci freeride sono molti: mai partire senza l’ A.R.T.V.A. o lo zaino anti valanga, una sorta di airbag, che tiene a galla lo sciatore sulla sommità della valanga, sostenendo anche il capo.
Lo zaino-airbag non è particolarmente pesante ed ha un ingombro limitato, viene realizzato in colori accesi così da essere più facilmente individuabile tra la neve e permette di ridurre i rischi di un eventuale “seppellimento”, condizione assai frequente quando si rimane vittima di valanghe.
In Italia, fino a ieri, lo sci freeride, malgrado un numero considerevole di appassionati, è stato piuttosto criminalizzato, a causa anche dei tanti incidenti causati da una cattiva valutazione del rischio, mentre all’estero, soprattutto in Francia, gode di una grande attenzione tanto che nei comprensori sciistici francesi molte
aree sono dedicate esclusivamente al freeride.

Dove praticare lo Sci freeride in Italia

Le Alpi occidentali sono il paradiso per lo sci freeride, ma anche il Trentino. Courmayeur è tra le mete più ambite. Sopra Plan Checuit, utilizzando due funivie si arriva in una zona meravigliosa per lo sci fuoripista. Anche Gressoney, Madesino, Valle Isarco, Alagna, il Tonale e la Marmolada offrono meravigliosi ed incontaminati tracciati di neve fresca.
La novità è che visti i circa 200 mila sciatori italiani che praticano freeride, oggi molti dei percorsi fuoripista in Italia sono oggi segnalati, con luoghi adibiti dove ricevere informazioni meteo, condizione della neve, rischio valanghe e tipo di pendio. Un ultima raccomandazione: gli sci freeride sono basilari. Senza quelli non si va da nessuna parte e perdereste il vostro fruscio sulla powder, mentre andate giù veloci. Voi, il sole, il cielo, il silenzio, la montagna e naturalmente la neve.

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