Lo Sleddog piace sempre di più. Quello che un tempo era considerato per le popolazioni del circolo polare artico, l’unico mezzo per spostarsi su quelle terre gelate, oggi è essenzialmente uno sport. Letteralmente significa “slitta trainata da una muta di cani” ed in un epoca dove il contatto con la natura ed il rapporto con gli animali viene sempre più ricercato ed apprezzato, questa attività trova sempre più estimatori.

Cani, natura e paesaggi incantati: il fascino dello Sleddog

In Italia lo Sleddog approda verso la fine degli anni ’80 grazie ad Armen Khatchikian, il fondatore della Scuola Italiana Sleddog Progress di Passo Tonale e direttore di Huskyland, diffondendosi, negli ultimi dieci anni, in tutte le migliori localita’ sciistiche d’Italia.
I cani da Sleddog, veri protagonisti di questa disciplina, sono gli Alaskan Husky, i Siberian Husky, gli Alaskan Malamute, i Samoiedo e il Groenlandese, tutte razze canine selezionate per resistenza, agilità e obbedienza e che sono a tutti gli effetti degli atleti. Quindi cure speciali per il pelo, i polpastrelli, un’alimentazione calibrata allo sforzo ed al clima e un regime di allenamento studiato.
Sono tutti cani da lavoro, utilizzati già in epoche lontane anche in Europa per il trasporto di persone e merci.
Negli incantati paesaggi innevati, i cani da slitta sono stati sempre preziosi compagni di vita dell’uomo ed una delle più famose gare di Sleddog al mondo, l’Iditarod, che si tiene nelle fredde terre dell’Alaska, commemora il cane Balto, eroe silenzioso di un evento accaduto molti decenni fa.
La competizione è inspirata infatti all’impresa di questo cane, che guidava la muta, e del musher Leonhard Seppala, che nel 1925 organizzò una staffetta lungo la via dell’Iditarod, per trasportare dei medicinali contro una epidemia di difterite da Anchorage fino alla cittadina sperduta di Nome, rimasta isolata. I 1800 km di distanza vennero percorsi in soli 5 giorni, in una corsa contro il tempo e sacrificando la vita di molti cani, ma Balto riuscì a guidare i compagni rimasti fino a Nome, consegnando il prezioso carico ai malati.
In Europa lo Sleddog viene celebrato con la Alpen Trail, la gara più famosa nel nostro continente, ma manifestazioni di questo genere si svolgono anche in Italia, sulle Alpi ed in Appennino.

Diventare musher: lo Sleddog sulle Alpi ed Appennino

La parola musher indica il guidatore della slitta e deriva dal verbo inglese to mush, ed è un adattamento fonetico dal francese “marche”. In Canada infatti, ex colonia francese, i primi musher, originari del Quebec, usavano questo termine per dare ai cani l’ordine di partire.
Oggi, per divenire musher anche solo per un giorno, basta rivolgersi ai numerosi centri o scuole nati in questi ultimi anni sui nostri meravigliosi monti. A Cormayer, Madonna di Campiglio, Bormio, Livigno e naturalmente Passo del Tonale si possono incontrare veri professionisti dello Sleddog. I centri consigliati sono Huskyland, Husky Village, Dog Sleddog Man. Da anni il Parco Nazionale dell’Appenino Tosco-Emiliano, esattamente nella zona del reggiano, è ormai diventato il luogo di ritrovo per tutti gli appassionati italiani di sleddog.
In questo meraviglioso contesto naturale si svolge infatti la famosa traversata appenninica “Balla coi Lupi”, che anche quest’anno anno si svolgera dal 4 all’8 febbraio 2016. Un appuntamento da non perdere per chi vuole iniziare ad avvicinarsi allo Sleddog, per conoscere le emozioni, lo spirito ed il legame che unisce un musher ai suoi cani ed alla natura che lo circonda.Hike!

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