La moda italiana è da sempre sinonimo di stile e qualità. Già dal Medioevo i tessuti, il pellame, così come gli accessori di pelle italiani, venivano esportati in tutto il Mondo, ed erano amatissimi per la loro ottima fattura dai signori e dalle nobildonne dell’epoca. Le origini della storia della Moda Italiana, inteso come settore industriale a vocazione internazionale, vengono però fatte risalire ad un periodo decisamente più recente, esattamente alla fine della seconda Guerra Mondiale.

La moda italiana e i primi successi internazionali

Già negli anni Venti, gli accessori in pelle di Gucci e le splendide scarpe di Salvatore Ferragamo avevano conquistato il mondo, ma si trattava di eccezioni. Erano le rinomate boutique parigine a firmare i capi da donna più belli, e Londra era la capitale indiscussa degli abiti maschili. In quel periodo i bravi sarti italiani, maestri del saper fare, corrono in Francia per imparare.
È nel 1951 che finalmente l’ Italia si guadagna un posto d’onore nella mappa geografica della Moda mondiale. Il merito è di Giovanni Battista Giorgini, uomo d’affari fiorentino, che organizza la prima sfilata di moda italiana a Firenze, riuscendo a spostare i riflettori della stampa mondiale sui più bravi designer italiana dell’epoca, le sorelle Fontana, la Contessa Visconti, Emilio Pucci e gli altri. Fu un vero successo. Inizia il periodo d’ oro della storia della Moda Italiana.
Tutto il mondo si innamora dei capi sportivi e giovanili che sfilano a Firenze e poi a Roma, i pantaloni palazzo e i Capri. E le dive del cinema si lasciano fasciare e incantare dall’ Alta Moda Italiana, dai sofisticati abiti da sera dalle Sorelle Fontana e Emilio Shuberth e dagli abiti da cocktail della Contessa Visconti. Il successo del Made in Italy tra le star di Hollywood vive il suo boom negli anni Sessanta. Grace Kelly, Audrey Hepburn e Jacqueline Kennedy, si lasciano fotografare sfoggiando le borse di Gucci, da quel momento in poi simbolo tutto italiano di uno stile chic e moderno. E proprio negli anni Sessanta che esordisce uno degli stilisti italiani più amati e longevi: Valentino.

Gli anni 80-80-90: i maestri della moda italiana conquistano il mondo

Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta la moda italiana vive un periodo di grandi cambiamenti. Armani è il primo stilista italiano a firmare abiti per il cinema. Richard Gere, in American Gigolò, sarà il suo modello d’ eccezione. Da quel momento gli abiti maschili di Re Giorgio diventano il simbolo del rampantismo dell’ epoca, dell’ uomo metropolitano, curato e impeccabile. La moda maschile balza sotto i riflettori. Gli abiti di Armani, Zegna e Brioni, le scarpe di Gucci e i maglioni di Moschino, segnano i nuovi standard dell’ eleganza maschile nel mondo.
Sono gli anni in cui la capitale della moda italiana diventa Milano. Gli anni del prêt-à-porter, le cui collezioni ispirano le donne in carriera di tutto il mondo, gli anni delle top model. Nuovi designer italiani ottengono successo internazionale, Moschino, Romeo Gigli and Dolce & Gabbana, seguiti nel decennio successivo da Ferrè, Versace e Prada.
Con il 20 ° secolo la settimana della moda di Milano accanto a Parigi, New York e Londra, è diventata una tappa fondamentale per buyers, clienti e giornalisti. A mezzo secolo dopo i suoi inizi incerti, l’ industria della moda italiana è una grande potenza nel mondo internazionale della moda, attestandosi anche come il terzo settore dell’ economia industriale del Paese, che impiega più di un milione di lavoratori.
Sapienza artigiana, creatività, e stile indiscusso: queste le parole chiavi di una storia che ha ancora tanto da raccontare, la storia della qualità e dell’eccellenza made in Italy.

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