Percorrendo l’autostrada del Sole tra Reggio Emilia e Parma c’è un casello oltre il quale si apre un mondo sconosciuto: sono le Terre di Canossa, dove visse Matilde, la contessa che in un tempo lontano fece da paciera tra un papa ed un imperatore.
Sono luoghi di straordinaria bellezza dove dalla pianura si sale verso dolci colline che poi si arrampicano verso l’Appennino impervio e spopolato, tra antichi castelli, borghi in pietra e pievi, le antiche chiese rurali, e dove la natura non è stata piegata dall’uomo.
Le terre di Canossa sono così, regalano suggestioni ed un senso di sorpresa.
Suggestioni perché il tempo sembra esser fermo a quel lontano Medioevo quando questo territorio ricco di risorse, ma per molti mesi inospitale era attraversato da pellegrini, monaci, cavalieri, papi e imperatori e sorprende perché ci si chiede come un ambiente naturale come questo, ricco di testimonianze artistiche e storiche, possa ancora esistere a così poca distanza dalla pianura più industrializzata e popolata d’Europa.

Terre di Canossa: paesaggi, castelli, sentieri e leggende

Calanchi, boschi, corsi d’acqua e creste di montagne dove lo sguardo si allunga lontano verso tramonti che si incendiano di colore e dove regna il silenzio e una pace quasi mistica.
Intorno all’anno mille in questi luoghi si decisero le sorti della storia dell’Europa medievale, nello scenario dell’Appennino Reggiano si diede risoluzione alle tante lotte e rappacificazioni tra impero e papato e fu la contessa Matilde di Canossa, che qui aveva collocato il centro politico e militare di un feudo che si estendeva dalla Lombardia alla Toscana, che ne influenzò il destini.
I castelli matildei rappresentano quindi l’identità di questo territorio, la storia e le sue grandi tradizioni. L’itinerario comincia a Bianello di Quattro Castella, da dove nei giorni sereni si possono scorgere le Alpi e prosegue verso il Castello di Rossena, uno dei più raffinati sistemi difensivi di epoca medievale, posta a roccaforte di difesa della struttura del Castello Canossa, poco distante, e sede principale del potere matildeo.
In questo luogo magico, fuori dalla cui porta vestito di un solo saio l’ imperatore Enrico IV venne a chiedere perdono a papa Gregorio VII, oggi sono ammirabili solo i resti che sorgono su un’aspra rupe e dominano con un’ ampia vista il paesaggio delle valli sottostanti. Ma non pensate che l’emozione non vi colga, la rocca e la straordinaria natura che lo circonda regalano la sensazione che il tempo si sia fermato e qui diventa  facile riappacificarsi con se stessi.
Ma non si può lasciare Canossa senza aver acquistato un prodotto artigianale dell’Ars Canusina, un consorzio che realizza pezzi unici seguendo rigorosamente i canoni iconografici dell’epoca matildica.
Proseguendo il cammino tra calanchi e colline si arriva al Castello di Carpineti, un’ imponente rudere, all’ interno del quale emerge perentoria la torre – oggi restaurata e dotata di una scala interna – che porta alla cima dove si ammira un panorama impagabile. Poco distante il Castello di Sarzano ed tante piccole frazioni dalle case in pietra e legno.

L’itinerario dei castelli delle Terre di Canossa è scandito anche da meravigliosi pievi, che ricordano dall’azione riformatrice che  Matilde ebbe anche in campo ecclesiastico: Toano, Marola, San Vitale di Carpineti, Beleo, Paullo, Pianzo, sono luoghi ricchi di testimonianze romaniche -longobarde di grande pregio e bellezza.
A tal proposito si narra la leggenda  secondo la quale Matilde chiese al pontefice il privilegio di poter celebrare la messa, benché donna. Il papa acconsentì a patto che la contessa avesse costruito cento ospizi con le rispettive chiese. Ma Matilde, giunta alla novantanovesima costruzione morì improvvisamnte, senza vedere così realizzata l’aspirazione a celebrar messa. Tra storia, mistero e qualche favola il consiglio resta però quello  di scoprire questo angolo di paradiso attraverso il Sentiero di Matilde di Canossa, un itinerario di passeggiate e trekking che permettono di entrare in profondo contatto con la natura ripercorrendo i passi della storia.

Terre di Canossa: un territorio di sapore

Le Terre di Canossa dell’Appenninno Reggiano sono luoghi dove le tradizioni enogastronomiche sono ancora intatte e genuine e da qui si snoda la Strada  dei vini e dei sapori dei colli di Scandiano e Canossa.
Qui si celebra il Lambrusco, il Parmigiano Reggiano, l’Aceto Balsamico, il salame fiorettino, i tortelli di erbette e di patate, i cappellacci, lo gnocco fritto e l’erbazzone. Ma è entrando nelle tante piccole aziende agricole della zona, nei forni o nelle locande, nei ristoranti o semplici trattorie di questo angolo incontaminato d’Italia, che improvvisamente comprenderete due cose: che mangiare significa  incorporare un territorio, e che prima o poi tutti vanno a Canossa …

Fonti: http://www.foodemilia.com/scopri-l-emilia/strade-dei-cavalieri-dai-castelli-matilde-canossa-alle-rocche-rinascimentali/

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