Vinitaly, storica manifestazione giunta alla 49a edizione apre nuovamente i battenti. A Verona dal 22 al 25 marzo, il vino italiano declinato in ogni suo colore, consistenza, profumo e gradazione andrà in scena come unico e celebrato protagonista di un mercato che trova oggi sempre più consensi in tutto il mondo.
Con un evento che coinvolge l’ intero settore vinicolo con ben 4000 espositori ed un numero di visitatori mediamente stimato da 120 paesi esteri, Vinitaly questo “Gala’ del buon bere” sembra avere nuovamente i numeri giusti per affermare che l’enologia italiana gode di buona salute e che sarà sicuramente un’ altro successo della filiera agroalimentare del nostro paese, anche in vista dell’ Expo di Milano.

Vinitaly: i dati e qualche curiosità

Tra calici, flûte e decanter si aprono quindi i 4 giorni dedicati alla celebrazione del vino italiano. Una storia lunghissima quella nostra con la pianta del vitis vinifera, un percorso storico potremmo quasi dire, fatto di impegno, cura, innovazione e qualità in tutte quelle zone vocate, dove oggi i nostri produttori vinicoli raccolgono i frutti da vitigni famosi oramai in tutto il mondo.
I dati parlano chiaro, il 2014 si è chiuso per il comparto con un export che ha raggiunto i 5,11 miliardi di euro e sono in aumento anche gli acquisti di bottiglie nei centri di grande distribuzione nel nostro paese. Chianti, Lambrusco e Vermentino tra i più amati a tavola dagli italiani, ma crescono anche il Prosecco, il Müller Thurgau, il Pecorino e l’ Orvieto.
La crescente diffusione dell’arte del saper bene, spinge oggi il consumatore a sperimentare e conoscere nuove cantine e nuove etichette con la consapevolezza che una buona bottiglia di vino vada pagata per non solo per quel che rappresenta, ma anche per ciò che realmente è.
Stesso atteggiamento anche all’ estero dove gli estimatori sanno quanto devono spendere per un ottimo bicchiere. Vinitaly punta quindi ai nuovi mercati sedotti dal vino italiano, come il Canada, dove al freddo di quelle latitudini, i rossi italiani battono i francesi. E poi il Messico, grande novità, dove la cultura del vino va diffondendosi rapidamente privilegiando il nostro Amarone ed i nostri vini del sud.
Una sofferenza delle esportazioni si registra invece in Russia, mentre l’ India resiste caparbiamente al gusto delle nostre bottiglie.
Veronafiere con www.vinitaly.it  attende comunque ben 50 delegazioni commerciali da altrettanti paesi esteri con l’ intento di intensificare la conoscenza e distribuzione delle nostre etichette. Cina, Vietnam, Australia, Brasile sono i mercati su cui bisogna lavorare, ma il cambio favorevole euro-dollaro di questo momento potrebbe far decollare il nostro export, con risultati entusiasmanti.

Vinitaly e il competitor tedesco

Unica nota negativa per il nostro Vinitaly ai cancelli di partenza e’ la calendarizzazione, praticamente a ridosso della nostra manifestazione, di Prowein di Dusseldorf, in Germania, altro evento legato all’ enologia al quale i produttori, selezionati per qualità, accedono su invito. Questo potrebbe creare una dispersione di visitatori ed espositori, anche per l’ efficenza perfetta della macchina organizzativa teutonica.
Comunque andrà ed al di là di come la si pensi, l’ottimismo per Vinitaly 2015 e’ d’obbligo. L’Italia e’ indissolubilmente legata alla tradizione del vino e malgrado le difficoltà di chiunque faccia impresa oggi, la qualità dei nostri prodotti enologici va tutelata e promossa con il maggior impegno possibile.
Chi compra vino italiano sà infatti che non acquista solo una bottiglia, ma la tradizione enogastronomica di un paese, la sua cultura, la sua storia, i suoi paesaggi, i suoi profumi e le sue atmosfere. Tutto racchiuso in un bicchiere. Naturalmente meditativo. E la qualità assieme alle suggestioni, credo proprio non abbiano prezzo.

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