Il vulcanismo secondario è un fenomeno naturale che si genera durante lo stato di quiescenza o di estinzione di un vulcano ed in molte regioni italiane queste manifestazioni sono l’unica testimonianza di antichi fenomeni eruttivi. Questi fenomeni geotermici, in grado da sempre di affascinare e intimorire, si possono raggruppare in emissioni di gas e di acqua calda e sono molto diffusi nel nostro Paese a causa della sua recente età geologica.

Il vulcanismo secondario: l’Italia dei geysers e molto altro

L’Italia è un paese geologicamente molto complesso e il vulcanismo secondario si manifesta in modo molto evidente. Terra soggetta a violenti terremoti e con numerosi vulcani attivi, estinti o in quiescenza, anche da noi senza arrivare fino in Islanda, è possibile assistere a queste potenti manifestazioni di Madre Natura. In Toscana, nel “Parco delle Fumarole di Sasso Pisano” si può assistere al fenomeno dei geysers, che si generano quando le acque del sottosuolo, riscaldate dal calore rilasciato da un antica camera magmatica, vanno in ebollizione creando pressione e proiettando un violento getto verso l’esterno.
Nella vicina e famosa Larderello, sono invece presenti i soffioni boraciferi, un’emissione continua di vapore ad altissima temperatura, forte pressione e ricchi di acido borico, in grado di raggiungere anche i 20 mt di altezza. Sono manifestazioni di grande suggestione, tipiche di una regione dove i vulcani in un lontanissimo passato furono molto attivi, basti ricordare il plutone dell’Isola d’Elba, il progenitore di tutto l’Arcipelago Toscano e che la geologia ha stimato avere un’età di quasi 7 milioni di anni, il Monte Amiata ed il vulcano di Radicofani.
Le sorgenti termali, diffuse da nord a sud del nostro Paese, si generano invece nelle falde freatiche, dove l’acqua incontra rocce calde, oppure in casi diversi, si creano grazie alla condensazione del vapore contenuto nel magma, giacente in una vecchia camera.
Sono notoriamente ricche di sali minerali e di grandi proprietà curative, note fin dall’antichità.
Il vulcanismo secondario può presentarsi anche con emissioni di gas. E’ questo il caso delle “mofete“, che risalgono dalla profondità della terra attraverso fratture e sono costituite di una miscela di anidride carbonica, anidride solforosa, idrogeno solforato ed altri gas e questa combinazione essendo più pesante dell’aria, ristagna al suolo.
In Italia la più famosa manifestazione di questo tipo, a parte la mofeta di Borboi in Toscana, è situata nella “grotta del Cane”, ad Agnano, vicino Napoli, dove si raggiunge una temperatura di oltre 60 gradi. Nel cuore caldo della Toscana, nel comprensorio che va da Pomarance a Montieri, passando per Larderello, Sasso Pisano, Radicondoli, Monterotondo Marittimo e Castelnuovo Val di Cecina si possono incontrare le “putizze“, emissioni fredde di solfuro di idrogeno ed altri gas sulfurei. Sempre in Campania, terra geologicamente molto attiva, il vulcanismo secondario si manifesta con le famose solfatare, che sono veri e propri vulcani che emettono vapori, fango e gas. La più famosa è la Solfatara di Pozzuoli, uno dei 40 vulcani dei Campi Flegrei, che è ritenuto dai geologi un enorme super vulcano.

Gli utilizzi del vulcanismo secondario

L’energia geotermica sfrutta il vulcanismo secondario impiegando il calore naturale della terra e rappresenta una risposta alle esigenze di salvaguardia ambientale e di sviluppo sostenibile.
L’Italia è stata la prima nazione al mondo, nel lontano 1904, a produrre elettricità con l’energia contenuta nel vapore geotermico, proprio nella centrale di Larderello. Oggi lo studio della geotermia sul territorio nazionale è condotto dall’’Istituto Internazionale per le Ricerche Geotermiche, che svolge attività di ricerca sull’energia geotermica e sulle sue applicazioni in Italia. Le principali regioni italiane in cui è sfruttabile questa risorsa sono quelle con la maggiore presenza di fenomeni di vulcanismo secondario ossia Toscana, Lazio e Campania, mentre potenzialità interessanti sono state registrate in Sicilia, parte del Veneto e dell’Emilia-Romagna.

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